Durante un colloquio, hai il pieno diritto di non rispondere a domande che riguardano la tua vita privata, come stato civile, orientamento religioso o politico, salute, gravidanza o intenzioni di avere figli.

Non sei obbligato a rispondere, perché queste domande non sono rilevanti per il lavoro e possono violare la tua privacy. Se ti trovi in questa situazione, puoi rispondere con gentilezza ma con fermezza, facendo capire che 𝗽𝗿𝗲𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗶 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.

In Italia, il Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006) e lo Statuto dei Lavoratori tutelano la tua privacy. 𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗿𝗲𝗰𝗿𝘂𝗶𝘁𝗲𝗿 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗹𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼.

Ecco un elenco di alcune domande a cui hai tutto il diritto di non rispondere durante un colloquio. La tua privacy viene prima di tutto:

⛔​Sei spostata?

⛔​Vuoi avere figli?

⛔​Hai figli? Quando si ammalano, come ti organizzeresti?

⛔​Che lavoro fa il tuo partner?

⛔​Qual è il tuo orientamento sessuale?

⛔​Qual è il tuo orientamento politico?

⛔​Qual è il tuo orientamento religioso?

⛔​Per quale squadra di calcio tifi?

⛔​Hai problemi di salute?

⛔​Prendi farmaci?

⛔Dato che sei donna.. [ecc.]

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲?

✅Mi può aiutare a capire in che modo questa informazione è rilevante per il ruolo?

✅ Preferisco mantenere separate la mia vita privata e quella professionale. Sono certo che ciò che conta qui siano le mie competenze e la mia motivazione per il ruolo.

✅ Non credo che questo aspetto abbia attinenza con la mia professionalità o con il contributo che potrei dare all’azienda.

✅Preferirei non entrare in dettagli personali che non sono rilevanti per il ruolo o per le mie performance.

✅ Mi piace pensare che il valore di un professionista sia dato da ciò che sa fare, non da dove viene. Credo che il mio profilo parli da sé.

✅ Sono una persona molto orientata ai fatti e alle soluzioni. Preferisco non entrare in ambiti che esulano dalla dimensione lavorativa.