Aziende: come dovrebbero essere, come sono in realtà

Le aziende falliscono per tanti motivi. Si dà per scontato che la colpa sia sempre per via delle tante tasse applicate dallo Stato Italiano. Sicuro? In base alle mie esperienze personali non direi:

Cliente:
– Come dovrebbe essere: il CLIENTE è il tuo capo, colui che ti consente di mettere il pane sulla tavola. Accontentalo e trattalo con i guanti e probabilmente sarà felice di pagare per un ottimo servizio/prodotto.

– Com’è realmente: i soldi che riesco a sfilare a tutti i costi dalla tasca del cliente mi consente di permettermi tutto quello che desidero. Il cliente è un povero fesso da non considerare tanto pagherà comunque se il prodotto è scadente.

Dipendente:
– Come dovrebbe essere: il dipendente va motivato, valorizzato soprattutto se porta risultati. “Blindarlo” con un contratto migliore/aumento di stipendio non sarebbe male. Bisogna potenziarlo con corsi di aggiornamento e conoscerlo anche sotto l’aspetto umano così che il team possa essere più affiatato.

– Com’è realmente: il dipendente viene abbandonato a se stesso, straordinari non pagati (anzi, è costretto a farli altrimenti perde il “posto” e alla fine deve anche ringraziare!), gli viene detto (quasi sempre) “non abbiamo budget” oppure “il budget è poco, distribuiscilo per le 30000 attività da fare e i 200 strumenti da comprare”. Si pretende tanto (obiettivi/lavoro) ma con poco budget. Un classico!

Prodotti:
– Come dovrebbe essere: un prodotto deve essere genuino, di qualità, pensato per soddisfare i bisogni del cliente e a offrire un’assistenza impeccabile. Un cliente soddisfatto porta altri potenziali clienti (passaparola).

– Com’è realmente: il prodotto è di scarsa qualità e i feedback dei clienti vengono ignoranti (soprattutto quelli negativi, se non cancellati).

Decisioni aziendali:
– Come dovrebbe essere: ottima analisi del mercato con predisposizione a cambiare immediatamente corrente senza problemi nel caso in cui la strategia non sta funzionando. Una visione aperta e senza paura è fondamentale in caso di errori.

– Com’è realmente: visione limitata, rigidità, persone indeguate che prendono decisioni sbagliate e con istinto o peggio: ignorare la realtà. L’obiettivo principale fissato è come guadagnare.

Progetti:
– Come dovrebbe essere: stabilire gli obiettivi (chiari) è fondamentale. Un team PREPARATO è importante. Un buon project manager è basilare, che sappia gestire il gruppo, prevedere problemi, organizzare il tutto nei minimi dettagli.

– Com’è realmente: facciamo progetti contorti complicandoci la vita senza neanche un’analisi SWOT. Assumiamo stagisti per pochi centesimi di euro e spremiamoli riducendoli all’osso e alla fine mandiamoli via a calci nel sedere, tanto ne troveremo degli altri disposti a lavorare anche gratis.

Le aziende non falliscono sempre per via della crisi e delle troppe tasse. Se fosse vero, in Italia le aziende non esisterebbero più da un pezzo.

Qualche anno fa ho letto un articolo dove un marketer americano dichiara che:

1) I marketer italiani sono vecchi e fieri: è una questione di età mentale. Le persone che assumono decisioni in Italia sono troppo spesso incapaci di capire le tendenze e seguire il mercato. Non vuole pensare come un consumatore.

2) Nessuno vuole assumersi i rischi (paura del cambiamento).

3) I marketer italiani non conoscono il mercato.

4) I marketer italiani non hanno passione per il loro lavoro.

Mi spiace per l’articolo crudo (forse offensivo) ma è quello che penso ma soprattutto affrontato personalmente! Mi piacerebbe conoscere un tuo parere in merito..

Michelangelo Giannino
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Michelangelo Giannino

Founder at Fusion Lab09
Blogger di Fusion Lab09 e Social Media Manager/Strategist - Community Manager at Genesis Mobile (Progettiamo le migliori soluzioni Digital & Mobile Marketing).
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